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di Jack Bonora
Doveva essere la partita dei sogni è stata quella degli incubi. Bastava vincere, al Paladozza, con Ferentino, che nulla più aveva da chiedere al campionato, e per la Biancoblù sarebbero stati play off. E invece no. Sconfitta di un punto, al cospetto di una squadra che ha giocato al massimo, come, peraltro, sarebbe sempre doveroso fare. Il pubblico di casa glielo rinfaccia, ma, in realtà, la colpevolizza di lealtà sportiva. Guarino, ex Fortitudo, a menare le danze e due stranieri di primissima fascia, il resto è cornice. Ma basta, contro una Biancoblù che è arrivata alle ultime curve veramente logora. Pecile trova il canestro ma non la lucidità, 7 perse, Cournooh deve rientrare anticipatamente negli spogliatoi per una problematica al diaframma, poi rientra ma perde minuti in cui il suo contributo sarebbe stato prezioso. Harris spara a salve, Mosley domina sotto le plance, Vitali lotta ma non fa canestro, come Cutolo, Drenovac porta a casa sei rimbalzi, Pini convive con la fascite, ma il suo lo fa. Quando sei sopra di otto punti a cinque minuti dalla fine è chiaro che la partita la puoi vincere, ma questo gruppo è stato letteralmente spremuto, perchè quando ci sono stati infortuni pesanti non sono stati proposti inserimenti. E poi è bene ricordare che era stato costruito per salvarsi, non per arrivare tra le prime otto. L’obiettivo di Romagnoli era, ed è, quello di lavorare per la stagione 2013-2014 sotto il sacro nome Fortitudo. Peccato, perchè con poco si poteva arrivare ai play off e portare un po’ d’entusiasmo: vedremo se sarà in grado di ricrearlo nel corso di un’estate. Di passione, ma non è detto cestistica….

Categoria: Basket, Sport
 

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