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Nella Nba Earl Boykins e Travis Best, avversari domenica sera alla Futurshow Station, si sono incontrati 13 volte, la prima il 4 maggio 1995 quando Best era a indiana e il virtussino a Cleveland. L’ultimo scontro risale al 13 febbraio 2005 in New Jersey-Denver (dove nel frattempo si era trasferito Boykins). Il record di punti negli scontri, diretti di Best è 16 (7 aprile 2000) in Indiana-Cleveland massimo di Boykins è stato di 12 il 23 novembre 2004 in Denver-New Jersey.

IL CONFRONTO DELLE CARRIERE – Boykins ha segnato di più giocando di meno per partita. Le cifre assolute invece dicono che Best ha giocato 188 partite in più dell’avversario. Il duello fra i due play è il piatto forte della gara fra le Vu nere e gli irpini reduci dalla vittoria in Eurolega. Travis Best ha giocato 708 partite nella Nba, ha dato via 2444 assist (contro i 1763 del virtussino), ha segnato più punti (5376 contro 4904 punti ma la media di Earl è più elevata) e quindi sarebbe ingenuo pensare che il Generale domenica sera (alle 21, su Sky) calpesterà il parquet bianco della Futurshow Station preoccupato del confronto con il suo successore alla guida tecnica della Fortezza. Insieme i due playmaker, non hanno solo 68 età di età, di cui una ventina spesi nella Nba, ma un passato importate nella Lega più competitivadel mondo. Il loro sarà un duello proveniente direttamente da un’altra galassia.

BEST – Ha giocato 60 partite di campionato con la maglia della Virtus, più due finali di Coppa Italia perse (la seconda, contro Avellino, in pratica non l’ha giocata e Renato Pasquali lo rimpiange ancora oggi) e le Final Four di Fiba Cup. Zare Markovski, che l’ha rivoluto in Irpinia dopo il fallimento dell’operazione Dickau, lo utilizza con criteri bianconeri tanto che in campionato le sue cifre sono simili a quelle che aveva due anni fa, ad eccezione degli assist laddove è migliorato e quinto assoluto (4,5 per gara), appena un soffio davanti a Boykins (in quattro uscite, un passaggio smarcante in meno: 17 contro 18). A Bologna, Best giocava 22 minuti a partita con il coach macedone, ad Avellino è salito a 25,8 perché la squadra è meno profonda. Ma i concetti sono gli stessi: spremere intensità in tempi brevi, ampliare i margini della panchina. Nel caso di Best, Pasquali la pensava allo stesso modo di Markovski: lo riteneva uomo da 25 minuti per gara, non di più. Ecco perché, nel costruire la nuova squadra, non è partito dalla sua conferma. La considerava una strada da imboccare, se necessario, in un secondo momento.

CONFERMA – Sotto la guida di Pasquali, Best aveva giocato bene la seconda metà della stagione scorsa con la famosa perla dei 27 punti in 29 minuti di Udine. Ma il coach di Jesolo mai aveva osato chiedergli più di 31 minuti di impiego, convinto che Best fosse un bel vaso di cristallo, uno da maneggiare con cura. Quando è venuto il momento di confezionare la squadra, Pasquali ha pensato che Best potesse rimanere a patto di avere un regista alternativo da almeno 15 minuti di impiego che inizialmente non era previsto. Perse alcune opportunità, Best era tornato d’attualità nel cuore dell’estate quando tra l’altro aveva abbassato le pretese economiche inizialmente superiori ai 600.000 dollari netti per un anno. Quello è stato il momento in cui Claudio Sabatini si è domandato se avesse senso puntare su un giocatore di qualità ma con 36 anni, qualche acciacco e la sensazione che non potesse essere decisivo ai massimi livelli oppure rischiare anche dal punto di vista economico su unastella. E’ probabile che la perdita forzata di Will Bynum sia stata decisiva nel-l’indirizzare gli sforzi bianconeri verso Boykins. «E’ vero, potevo tornare a Bologna per il terzo anno. Era un po’ la mia casa lontano da casa – ha detto Best – ma poi hanno scelto di investire su Boykins. Earl è un buon giocatore».

DOMENICA – I due hanno taglia fisica simile, Best è una decina di centimetri più alto, ma non è più forte. Boykins è più esplosivo come attaccante: segna quasi il doppio (15,3 contro 8), subisce più falli (4,8 a 3) e va in lunetta quasi tre volte tanto (23 a 9). Per questo la Virtus ha voluto lui. Domenica deve dirgli che ha fatto bene.

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