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ENTUSIASMO e curiosità. Sono le prime sensazioni che ci accompagnano alla scoperta dei giocatori stranieri che raggiungeranno le Due Torri. I biglietti da visita — su tutti la stella Boykins, ma attenzione a Woods — sono di tutto rispetto. E se il rendimento sarà all’altezza delle attese ci sarà da divertirsi. E non poco. Ventitré gli stranieri che Bologna, Fortitudo, Virtus, Zinella e United hanno messo insieme finora. Dei ventitré previsti quindici sono new entry, anche se in alcuni casi si tratta di giocatori che abbiamo già visto all’opera a Bologna (Vukcevic) o comunque in Italia (Mudingayi, Slokar, Langford, Ford, Gromadowski). Ventitré stranieri e dieci nazioni coinvolte: il continente americano fa la voce grossa con Stati Uniti (8 giocatori), Brasile (4), Uruguay (2) e Argentina (2). L’Africa risponde solo con il Congo (1). Si mantiene su buoni livelli l’Europa con Slovenia (1), Grecia (1), Polonia (1), Croazia (1) e Serbia (1). Ventitré stranieri pronti ad affrontare i rispettivi campionati e ad aggiungersi agli altri paesi già coinvolti: Olanda, Kenya, Belgio, Inghilterra e Spagna (hockey su prato, Pilot Pen), Ungheria e Russia (pallanuoto, Rari Nantes), Cina (tennis tavolo, Fortitudo), Sri Lanka, Pakistan e India (cricket, Pianoro e Bologna), Stati Uniti (football americano, Doves), Cuba, Argentina, Venezuela, ancora Usa e Repubblica Dominicana (baseball, Fortitudo).

BOLOGNA. Neo promossa in serie A la squadra di Arrigoni non ha cambiato anima. Ma, variata proprietà (Cazzola resterà in sella fino al 30 settembre), s’è riavvicinata al mercato estero. Confermati il greco Moras e il brasiliano Adailton, il Bologna ha puntato, in un caso, sull’usato sicuro, Mudingayi dal Congo (ma con passaporto belga). Da scoprire gli altri tre: dal brasiliano Coelho alla coppia che arriva dall’Uruguay e che ci riporta indietro nel tempo, quando il Bologna era lo squadrone che tremare il mondo fa. Britos e Rodriguez potrebbero essere due azzardi: l’impressione è che si tratti di elementi di spessore che intendano partire da Bologna per sfondare in Europa. Più rischi, però, rispetto a un Bologna di qualche anno fa che, pur mantenendo (giustamente) un’identità italiana, riuscì a muoversi bene puntando sull’usato sicuro, da Anderson a Ingesson senza dimenticare il talentuoso Kolyvanov.

FORTITUDO. Confermato Joseph Forte, che in Italia ha vinto uno scudetto con Siena, l’Aquila non ha ancora completato il proprio pacchetto estero. C’è grande curiosità attorno a Qyntel Woods: negli States, a livello Nba, era noto per le sue pazzie. In Grecia, sponda Olympiacos, pare aver messo la testa a posto. E negli occhi della tifoseria ha, senza aver nemmeno messo piede a Bologna, già un pregio. Il maggior bottino offensivo, in Eurolega, lo ha riservato per la Virtus. Con lo sloveno Slokar si torna al concetto dell’usato sicuro con la speranza biancoblù di riaprire un vecchio dilemma. Meglio Lorbek o Slokar? Uros è più giovane di un anno, è andato pure nella Nba (dove non ha raccolto consensi), ma deve ancora trovare quella continuità che fanno di Lorbek, uno che al PalaDozza conoscono molto bene, uno dei migliori giocatori del nostro campionato. Grande curiosità, poi, Marcelinho Huertas. Un punto a favore ce l’ha già: ha il passaporto italiano. In Spagna è andato benissimo e, nella Città dei Canestri, sarà uno dei più gettonati in chiave derby. Lui, brasiliano, come il bianconero Giovannoni: un po’ di samba e di carnevale anche a casa nostra. La colonia verdeoro, tra l’altro, con quattro unità è seconda, a Bologna, solo alla comunità a stelle e strisce: otto i giocatori originari degli Stati Uniti.

VIRTUS. In bianconero troviamo la maggiore concentrazione di stranieri. Ben sette, anche se due, capitan Giovannoni e Brett Blizzard, possono contare sul passaporto italiano. Sette stranieri in mezzo ai quali c’è pure una vecchia conoscenza, Dusan Vukcevic, pure lui con la doppia nazionalità, essendo nato a Sarajevo (ma di etnia serba) e naturalizzato greco. Due volti nuovi per Bologna non saranno tali, in generale, per l’Italia. Sharrod Ford ha già giocato a Montegranaro, mentre Keith Langford, reduce da una stagione a Biella, è già stato a Soresina. Da valutare il suo impatto con una realtà più grande. Jamie Arnold, che arriva da Israele, sembra la controfigura dell’attore Denzel Washington, ma è chiaro che le attenzioni maggiori saranno riservate per Earl Boykins. Per l’altezza, certo — bisognerà mettersi d’accordo sulla statura che, finora, l’ha visto oscillare dai 160 ai 165 centimetri — e per il conto in banca. Gli annunciati 3,5 milioni di dollari (2,3 ragionando in euro) valgono un ingaggio che ci riporta ai tempi del Neuroderby, quando Virtus e Fortitudo si spartivano tutto, dallo scudetto alla Coppa Italia passando per l’accesso alla final four di Eurolega.

ZINELLA. Ritrovata la A2 grazie alla passione di Paolo Penazzi, il volley ha dovuto uscire dai propri confini. E allora ecco il polacco Gromadowski, che in Italia ha già giocato e lo yankee Jablonsky. Dovranno essere i valori aggiunti del gruppo, per consentire a coach Alberti di trascorrere una tranquilla stagione da debuttante nel campionato superiore.

UNITED. Va controcorrente la pallamano, che cancella il suo passato da multinazionale (con la maglia rossoblù hanno giocato macedoni, serbi, ucraini, sloveni, bosniaci, francesi, cechi) e riduce al minimo la colonia estera. Pardales e Lumello sono argentini dal doppio passaporto, tant’è che il secondo ha disputato qualche gara con la nazionale italiana; Milinkovic, croato, a dispetto del cognome ha nonni italianissimi e attende la nuova cittadinanza. La vera novità — i tre già citati erano già a Bologna — riguarda il serbo Bratislav Stankovic. Cognome ingombrante, pensando al calcio. La pallamano chiederà a lui i gol e i guizzi per sognare una volta di più lo scudetto.

Categoria: Basket
 

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