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Manuel, come mai hai scelto il numero di maglia 84 per iniziare la tua esperienza nel Bologna?
“E’ la data di nascita di mio fratello. Alla Lazio avevo il 7, che mi ha accompagnato per alcuni anni, ma qui era già occupato e quindi ho optato per un numero che in passato non ho mai preso”.

Sa anche di svolta dopo un periodo difficile, nel quale hai giocato poco.
“Sì, questi ultimi cinque mesi li ho vissuti un po’ dietro le quinte, ma sono dell’idea che alla fine tutto serva, anche esperienze come questa. In estate ero sul mercato, ma poi sono rimasto e ho vissuto una situazione di un certo disagio, avendo davanti a me due giocatori importanti nel mio stesso ruolo, però anche da questo penso siano da estrapolare le cose positive”.

Quando hai ricevuto la chiamata del Bologna?
“Circa una settimana fa, poi nell’arco di 2-3 giorni si è fatto tutto. Ora il mio obiettivo è quello di ritagliarmi uno spazio importante, dare una mano alla squadra a raggiungere la salvezza il prima possibile e, successivamente, ottenere contratti futuri con questa società”.

Il Belleri migliore è stato quello di Empoli?
“Penso di sì: in quel periodo ho giocato sempre, avevo una condizione mentale e fisica ottimale. A Udine non ero titolare, così come nella Lazio, ma ho comunque vissuto in società con obiettivi diversi e, per lo spazio che avevo, credo d’averlo di averlo sfruttato bene. A Roma davanti ho avuto anche uno come Oddo, che giocava sempre. Ma non mi tolgo le mie responsabilità, tirando in ballo queste gerarchie. Spero che il passaggio al Bologna sia un nuovo inizio, spero di ritrovare costanza e fiducia attraverso il gioco e le prestazioni”.

Che impressione ti ha fatto ieri il Bologna?
“Una buona impressione: la squadra ha giocato bene, poi con l’inferiorità numerica tutto è più difficile contro un Milan che è eccezionale nel possesso palla. Però ho visto un Bologna che stava bene ed era in partita: gli episodi hanno condizionato l’andamento della gara”.

Cosa ti ha detto Mihajlovic?
“L’ho visto prima in spogliatoio, abbiamo parlato due minuti: mi ha detto fare tutto ciò che serve per metterlo in difficoltà e scegliermi come titolare. Io sono a sua disposizione e sono pronto anche per giocare mercoledì a Bergamo, se il mister lo riterrà opportuno. Il mio ruolo naturale è quello di terzino destro, ma all’occorrenza ho giocato anche sull’altra fascia, sempre in difesa”.

Tu l’anno scorso si stato girato proprio all’Atalanta.
“Un’esperienza molto positiva, sono stato bene: ho trovato un gruppo fantastico e un bravo allenatore, abbiamo ottenuto la salvezza in anticipo e personalmente ho avuto la possibilità di giocare con una certa continuità, anche se all’inizio mi mancavano i novanta minuti e per questo ho avuto qualche problema. L’Atalanta ha nel fattore campo un elemento importante: fuori casa magari faticano a fare risultato, ma in casa sono un autentico rullo: mercoledì però il Bologna dovrà andare a Bergamo per fare punti e continuare così il cammino verso la salvezza”.

Categoria: Calcio
 

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