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Prima un giro di ricognizione con Claudio Sabatini attorno al cantiere della Futurshow Station, poi il terremoto verbale al centro del campo, dove l’informalità dell’incontro e del luogo s’è sposata perfettamente con l’attacco sferrato ai danni della Fortitudo. E il presunto casus belli è maturato dopo giorni d’attesa della firma del finlandese Petteri Koponen, giorni in cui si fomentava l’aria da derby attendendo solo il fax per stravincere sui cugini, anch’essi in precedenza interessati al giocatore. «Savic ne deve ancora mangiare di panini, ha fatto l’impossibile per prendere il giocatore ma l’abbiamo spuntata noi». E come se non fosse abbastanza, arriva anche la stoccata sui pronostici di campionato: «Siena è la favorita e seguono Milano, Roma e noi. La Fortitudo? È una squadra di seconda fascia».
L’onda d’urto giunta subito al PalaDozza è stata rimpallata come di consueto tanto che né Gilberto Sacrati né Zoran Savic hanno contemplato l’ipotesi d’un commento. «Non ci penso nemmeno a rispondere a queste dichiarazioni», ha detto il gm nel pomeriggio, aspettando nella notte la firma del suo giocatore, Jamont Gordon, quello con cui tratta da settimane e che economicamente era l’ideale, secondo il club. L’ennesimo debordo sabatiniano dunque è finito per stemperarsi in fretta. Resta sì la vittoria con giubilo per il mercato scoppiettante portato a termine, manca però la sponda ai suoi affondi esagerati, arrivati sulla scia di alcuni brillanti colpi di mercato. Ma lui voleva parlare molto di Fortitudo, mettendoci pure il carico da undici: «Per gestire quella squadra gli servirebbe Don Mazzi. Una volta ci cantavano “Sugar tossico”, ora sono problemi loro». Roba forte, che Sabatini, ai quei tempi tifoso accorso a Firenze per la Coppa delle Coppe indossando scarpe zebrate, vuol ricordare. E lo fa in una concione tenuta più da tifoso che da patron.
Scaldati gli animi, si scivola dunque sulla sua Virtus, e qui c’è finalmente ciccia che interessa alla sua parte. «Su questa squadra ci metto la faccia, nel bene e nel male. Lo scorso anno abbiamo sbagliato le scelte tecniche, e avevo lasciato fare ad altri. Stavolta, pur sempre in accordo con il management e con l’allenatore, ho provato a portare avanti le idee mie. I tifosi sappiano che l’anno scorso ero incazzato come una bestia, quest’anno non lasciamo perdere affatto. Si parte per fare bene, fin dalla prima a Montegranaro. Ho messo a disposizione di Pasquali dieci campioni che devono dimostrarsi tali, dieci giocatori intercambiabili e di alto livello. Lui ne avrebbe preferiti otto, ma l’ottimo allenatore è quello che sa gestire tanti elementi bravi. Non sempre ai grandi investimenti seguono grandi risultati, l’importante è far gruppo presto».
Inarrestabile, il patron bianconero ne ha per tutti. «La Fiba Cup servirà per giocare, evitando di passare tutta la settimana in palestra. L’Uleb? Purtroppo non hanno accettato la nostra domanda d’iscrizione, l’anno scorso abbiamo fatto una figuraccia e forse credevano che non fossimo all’altezza. Cercheremo di farli ricredere». E se con tutta quest’opulenza d’investimenti e campioni, qualcuno volesse correre ad abbonarsi? «Mi ha fatto molto piacere vedere 500 persone al raduno ma per ora la campagna è chiusa, non ho deciso se riaprirla. Prima c’era da finire la squadra, poi c’è da completare la fase uno dei lavori nel palasport, dove siamo all’80% del totale. Anche lo sponsor l’ho lasciato in coda». E infatti per adesso, e probabilmente pure per le prime uscite in amichevole, le Vu Nere avranno sulle maglie solo il logo della Futurshow Station.
L’obiettivo? «Far sorridere i nostri tifosi». Sono passati appena dieci minuti dalle bordate all’accampamento fortitudino, parole che torneranno a galla al primo derby. L’ennesima parodia a Basket City si chiude fra gli echi delle risate a Casalecchio e il silenzio assordante del PalaDozza. Presto s’andrà in campo.

Categoria: Basket
 

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