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A Bologna i tifosi di Virtus e Fortitudo hanno vissuto un fine settimana decisamente a tinte contrastanti: se i sostenitori delle “V nere” hanno festeggiato per la vittoria in rimonta – e che rimonta, da -22 – a Milano, quelle della “Effe” hanno assistito alla pesante sconfitta interna contro la Lottomatica Roma.

Due stati d’animo differenti che portano a due situazioni tecnico-tattiche non contrastanti in assoluto (se la Virtus era stata sotto di oltre venti punti contro l’Olimpia qualcosa non aveva funzionato, evidentemente) ma certamente lontane tra di loro.

In casa Virtus, come detto, si festeggia. Rigorosamente, però, “cum grano salis”: “La partita si era messa male e ad un certo punto ho provato la zona che ha poi cambiato le carte in tavola – ha spiegato coach Pasquali – Avevamo bisogno di provare a fare qualcosa che togliesse loro sicurezza e così ho pensato alla zona per 2-3 possessi: poi ho visto che funzionava, che innescava bene anche il contropiede, e allora l’ho tenuta”.

“Però si è trattato di una estemporanea perché non l’avevamo nemmeno provata, tanto che sono certo che se la rifacessimo a Bologna nello stesso modo contro Milano non funzionerebbe – ha aggiunto Pasquali – Ai di là delle soluzioni tattiche, diciamo quindi che mi piaciuto soprattutto lo spirito della squadra, perché per tornare in gara da -22 serve una grande forza mentale”.

Per non ritrovarsi in certe situazioni di punteggio, aggiungeremmo noi, serve infatti una difesa a uomo più attenta che non costringa il tecnico ad affidarsi ad una 2-3 che ha funzionato anche perchè Milano è una squadra che ha lavorato poco come gruppo e che domenica ha avuto un tiratore come Thomas in pessima giornata.

Se dunque qualche problema la profonda e talentuosa (vedi alla voce Boykins, Giovannoni, Blizzard, etc, etc…) Virtus ce l’ha, in casa Fortitudo le cose vanno peggio. Il ko del Paladozza contro la pur fortissima Lottomatica ha fatto suonare il campanello d’allarme su almeno tre aspetti: una difesa che ha fatto acqua un po’ dappertutto, un attacco a metà campo che ha deluso e un presidio dell’area piccola fragile con Brezec che ha fatto praticamente quello che ha voluto.

“Roma è sicuramente più avanti per preparazione e amalgama rispetto a noi, che però peggio di così non potevamo fare – ha cercato di spiegare il gm Zoran Savic – Siamo stati negativi dall’inizio alla fine e non è una questione di singoli perchè nessuno è riuscito a dare quanto sa e può fare”.

“Il problema sotto canestro esiste: del resto Barron ne avrà per un altro mese e comunque non gioca una partita vera da aprile. Aanche per questo stiamo lavorando per risolvere il contratto e ci stiamo guardando intorno sul mercato dei centri, possibilmente atletici e tosti fisicamente – ha puntualizzato Savic – Cercheremo di prenderlo anche prima della finestra del 24 novembre per farlo allenare con la squadra prima di giocare in campionato”.

“La regia della squadra? Lamma ha risposto positivamente, Gordon può giocare anche guardia e Huertas è solitamente più incisivo di quanto non si sia visto contro Roma: l’anno scorso in Spagna ha segnato 15 punti di media ed è stato il miglior play del campionato. C’è bisogno di tempo e aiuto da parte di tutti”, ha quindi concluso Savic.

Ecco una cosa che serve a Virtus, Fortitudo e praticamente a tutte le squadre: un po’ di tempo. Aspettare prima di emettere giudizi simili a sentenze capitali può esser essenziale quando fare una scelta e non solo di mercato. In questo senso e al di là di casi molto particolari, il mercato chiuso fino alla settima giornata rappresenta probabilmente più un bene che non un male. Anche per chi sabato o domenica ha perso.

Categoria: Basket
 

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