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Il tormentone Basile non finisce neanche stavolta. Anzi, curva secco. Verso l´Italia. Verso la Fortitudo. Ieri sera, la clamorosa rottura col Barcellona. E poiché dopo quello strappo Basile è un giocatore libero, senza contratto, sotto a chi tocca: la Effe, naturalmente ma non solo, anche chiunque vorrà provare un assalto all´ultimo respiro. La faccenda ha imboccato la notte restando ammantata di mistero, di verità raccontate a metà e spiegate meno, zoppicanti per logica e dettagli. Resta la storia: che potrebbe, già stamani, avere una fine, maturata nelle ore piccole.
L´ultima versione ascoltata ieri, e decisiva per il divorzio, è che il Barca aveva in realtà già disdettato il contratto con Basile, entro quel 15 luglio che, tra le parti, valeva come deadline: solo che, spedita a casa del giocatore la raccomandata prevista, nessuno l´aveva aperta, nell´abitazione catalana rimasta vuota per le vacanze. Credibile o no che poi nessuno si sia premurato di far mezza telefonata, c´era poi stata, in sequenza, la trattativa per il rinnovo condotta a Barcellona dall´agente di Basile, Maurizio Balducci, l´intesa per continuare un quarto anno, le parole felici di Gianluca: insomma, l´affare fatto. Ma poi, di nuovo, s´erano diffuse le voci che il contratto non fosse stato depositato, e queste s´erano rassodate in certezze, spiegate dapprima con una nuova stesura da redigere, e ammettendo poi che c´erano equivoci sullo stipendio fissato, se netto oppure lordo. Insomma, l´affare non fatto.
Ieri, si doveva arrivare all´ovvia soluzione e invece sono caduti altri veli. Attesa la ratifica dell´accordo, il Barcellona ha invece sventolato la raccomandata della disdetta, dicendosi però pronto anche alla conferma, alle cifre sue: e il doppio binario si spiegherebbe appunto con la volontà d´aver mani libere per l´uno o l´altro esito. Liberi, però, si sono sentiti anche di fronte. Nonché sorpresi, delusi, incazzati, amareggiati. E ansiosi di rileggere quel contratto 2+1 lasciato lì dalla Effe. All´ora di cena, raggiunto in vacanza, Basile confidava a un paio d´amici d´esser a un passo dalla decisione. In pratica, spalancava la porta all´Aquila: unico porto italiano, promesse sue di qualche tempo fa. Avrebbe scelto a notte. Da un lato il Barca: non più l´accordo a 600 mila euro, netti o lordi chissà, ma uno nuovo, scontato. Dall´altro i 450 di Sacrati, più i 100 mila di buonuscita prevista sulle carte catalane.
La Fortitudo, che nel pomeriggio non pensava d´aver segnali così netti dalla Spagna, captava invece a sera che la partita era riaperta. Savic ci si tuffava a pesce, ribadiva l´offerta e rinviava ad oggi l´avvio della vera trattativa con l´agente, non immaginando altri lidi per l´ex capitano e immaginando invece un´Aquila che, disegnata senza Basile, con lui diventa, da intrigante, molto più completa. Ci si lasciava, sul far della notte, con Gianluca pochissimo voglioso di cercare altre mediazioni che l´atteggiamento del Barca aveva reso umilianti, benchè la famiglia si fosse messa il cuore in pace con la conferma di restare là, e pure lui, secondando la prima, vera opzione, anche tecnica. Chiusa quella porta, resta solo da aprire questa. Meglio, da riaprire.

Categoria: Basket
 

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