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Tutti in piedi ad applaudire. La standing ovation è per Roberto Cabalisti, capitano e bandiera dei Pirati che sabato 26 luglio al Falchi di Bologna ha tagliato il traguardo delle 500 partite in carriera sul monte di lancio. L’ennesimo record per l’iron-man vicentino che per il baseball riminese è ormai un’istituzione.

Quella raggiunta da Cabalisti è una vetta difficilmente uguagliabile e che giustamente riempie di orgoglio, ma le parole del pitcher della Telemarket nascondono comunque un po’ di amarezza: “E’ andata – sospira Caba – anche se è un peccato che la mia cinquecentesima partita non sia coincisa magari con una vittoria decisiva per la qualificazione ai play-off della squadra. Resta un po’ di amaro in bocca per come è finita la stagione ma dentro queste cinquecento partite ci sono soprattutto tante tante soddisfazioni oltre a qualche delusione. E da un certo punto di vista non mi dispiace nemmeno che l’evento sia maturato su un palcoscenico come quello di Bologna. A Rimini ultimamente si è un po’ perso il gusto per queste cose e pensare che ad una certa età farebbe molto piacere se simili traguardi venissero riconosciuti in altra maniera. Per esempio anche le 1000 valide battute da Carrozza sono quasi passate inosservate”.

Cabalisti è passato sotto lo striscione del Falchi, proprio il teatro delle ultime gesta da lanciatore di Rolando Cretis, il pitcher più vicino a Caba come numero di partite in carriera: “Rispetto a Cretis e ad altri lanciatori longevi, ho avuto la fortuna di sapermi adattare anche al ruolo di rilievo il che mi ha permesso nel corso degli anni di salire più volte sul monte rispetto al classico partente e di poter più facilmente avvicinare il traguardo. Alla fine comunque ho ricevuto tanti complimenti da parte di amici tra cui quelli di Matteucci e questo mi ha fatto molto piacere”.

Se si chiede a Cabalisti quale sia la più bella tra le 500 partite in vetrina, non ci sono dubbi sulla risposta: “Sicuramente garacinque della serie finale nel 2002 contro Nettuno. Rimasi sul monte per tutta la partita senza subire punti (rl 9, bvc 3, bb 2, so 12, pgl 0, ndr) e quella fu la vittoria decisiva per lo scudetto della stella (era il 10 ottobre 2002, ndr)”.

E proprio l’immagine di Cabalisti che si inginocchia sul monte dello Steno Borghese con le braccia al cielo dopo l’ultimo strike-out su Barboni, è la foto che riassume una carriera fantastica, senza eguali. Una carriera che però è tutt’altro che arrivata al capolinea: “Ora c’è la Coppa Italia da onorare al massimo e perché no, da provare a vincere visto che regala un posto in Coppa Campioni. Dovremo cercare di eliminare tutto quello che di negativo c’è stato fino ad ora e ricominciare daccapo. Questo è stato un anno difficile, cominciato male con il furto della mia attrezzatura e proseguito peggio con lo strappo muscolare, ma da parte mia non c’è alcuna intenzione di smettere: sono sempre a disposizione della società e di questi colori”.

Categoria: Calcio
 

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