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Forse è presto per dirlo, ma in casa Virtus i sintomi della crisi ci sono tutti. Questo gruppo di forti giocatori è ancora ben lontano dall’essere una squadra, e dopo la mazzata di Pesaro è toccato all’Air Avellino degli ex venire a Bologna e sbancare, girando ulteriormente il coltello nella piaga.
Nel primo tempo, in particolare, i bianconeri hanno giocato malissimo e difeso peggio, ma talmente male da dare l’impressione di giocare contro l’allenatore. Nel terzo quarto la reazione c’è stata, e ha riportato i bianconeri a contatto, ma non è bastato, perché nell’ultimo e decisivo periodo Avellino ha giocato di squadra, e ha regolarmente punito prima col fantastico Warren, e poi nel finale con Travis Best, ex applauditissimo. Onore alla squadra di Zare Markovski (ovazione anche per lui), che gioca sempre allo stesso modo – pn’r esasperato – ma lo fa in maniera terribilmente efficace: niente di nuovo per queste lande.
Per la Virtus invece ancora esami di coscienza da fare, su tante cose. Dall’allenatore in giù, improvvisamente tutto sembra non funzionare nel modo giusto, e giocare un singolo quarto a partita non si può. Domenica con Rieti è necessario vincere a qualsiasi costo, perché poi sono in arrivo due trasferte toste, prima del derby.
Cronaca: Avellino parte bene, capitalizzando con le triple su qualche distrazione offensiva bianconera. La Virtus con un discreto Arnold tiene fino al 15 pari, poi incassa un terrificante 0-10 grazie all’impatto super – davanti e dietro – di Crosariol, e va al primo riposo sotto 17-25 e dopo aver subito cinque triple.
Col quintetto “operaio” i bianconeri provano a riavvicinarsi, e toccano anche il -5, ma al rientro dei titolari vengono impietosamente ricacciati indietro, subendo di tutto con una difesa oscena e finendo anche a -16 (27-43). Boykins prova a limare qualcosa giocando da solo, e si va al riposo sul 36-49.
Dopo l’intervallo l’auspicata reazione c’è. La Virtus finalmente si sbuccia le ginocchia in difesa, e non concede tiri facili. Ne esce un 10-2, con Avellino a digiuno di canestri dal campo per oltre 5’. E poi ancora, e ancora, partendo dalla difesa La Fortezza rosicchia punto su punto, fino ad arrivare al -1 con tripla di Vukcevic, e poi ancora – dopo i liberi di Diener – col canestro di Ford allo scadere: 58-59.
A inizio ultimo quarto i bianconeri sbagliano un paio di volte il tiro del sorpasso, e vengono per l’ennesima volta ricacciati indietro da un fantastico Warren. Boykins riporta le Vu Nere a -3, e poi Langford anche a -2, ma Best per due volte non perdona. Nell’azione decisiva Boykins gestisce malissimo e fa infrazione di 24 secondi, e di fatto finisce qua, anche perchè il play bianconero viene sostituito da Pasquali e non la prende bene. Dopo l’ultimo disperato tentativo di Giovannoni c’è anche il tempo per un torello di Avellino e per un’infrazione di doppio palleggio da oratorio di Koponen. Finisce 71 a 78, coi bianconeri che escono tra i fischi. Houston, abbiamo un problema. Anzi, forse più di uno.

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