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Scatta ufficialmente oggi la stagione della Virtus, ma in sostanza partirà solo mercoledì 27, all’arrivo in città di Boykins. Il massimo investimento bianconero — 1,3 milioni di euro netti — decollerà da Cleveland per inserire nel motore delle Vu Nere quel talento in più che negli intenti sarà decisivo per stare al passo con i vertici. Fino a quel punto, il bolide in mano a Renato Pasquali sarà azzoppato, ma in Garfagnana lavorerà già su muscoli e prime geometrie, con l’obiettivo non facile di trovare presto l’assetto migliore sul perimetro, ricco di varietà e duttilità. L’impressione è che dopo gli investimenti, alla Virtus la classe non manchi. Per la chimica si busserà alla porta di Pasquali, il cui onore d’iniziare la stagione può tradursi in un’arma a doppio taglio: aspettative, squadra costruita da lui, stelle, pressione. Il mix può essere detonante, in tutti i sensi. In primis vanno trovate le gerarchie, dovendo coniugare le caratteristiche d’un gruppo eterogeneo (per esperienze e stipendi) ma pieno di qualità. Facile immaginare una squadra di corridori, con Boykins a menar la danza, Blizzard, Righetti e Vukcevic a sparare, Langford ad assaltare. Due lunghi sono da pick’n’roll — Giovannoni aprendosi, Ford puntando al ferro — e gli altri due più interni — dolce la mano di Arnold, tosto l’impatto di Chiacig — e sembrano adeguati alle esigenze. Da questo a piegar Siena, ci sta tanto lavoro in mezzo. Ma il petto è tornato a gonfiarsi.

Categoria: Basket
 

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