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Mister, da allenatore cosa pensa di Mourinho?
“Come professionista non penso ci sia nulla da dire: mi sembra che abbia dimostrato di avere qualcosa di speciale, altrimenti non ci si conferma per tanti alti su livelli così alti e con questi risultati. E a me sta pure simpatico: fa delle belle battute. La differenza tra me e lui? Innanzitutto, lui allena l’Inter…”.

Tatticamente come si affronta la sua Inter?
“Bisogna contrastarli in tutte le zone del campo, senza aver paura di ripartire, perché altrimenti, a lungo andare, se rimaniamo sempre nella nostra metà campo, il gol ce lo fanno. E bisogna avere una voglia particolare, in questa partita, non si tratta solo di motivazione (questa ci deve essere sempre), ma ci deve essere anche voglia di stupire”.

Cosa teme, in particolare?
“Il fatto che tutti i loro giocatori d’attacco, non solo Ibrahimovic, possano determinare su ogni pallone. Poi anche loro hanno dei difetti: non sono perfetti. E avranno anche la pressione di dover vincere a tutti i costi: pur essendo grandi campioni e abituati a questo, a volte capita la partita così così”.

In queste partite c’è anche il rischio della batosta.
“Però sinora di imbarcate esagerate non ne abbiamo prese. A San Siro può succedere di tutto: come possiamo vincere possiamo anche prendere un’imbarcata e in ogni caso non saremmo né i primi né gli ultimi a farlo”.

Come sta Marazzina?
“Oggi ha lavorato bene e penso di averlo a disposizione”.

Di Vaio è un po’ calato dopo l’inizio scoppiettante.
“Mi sembra abbastanza normale. Viene da un periodo lunghissimo in cui non ha fatto partite, quando è arrivato era bello pimpante e adesso paga: è una cosa normalissima per un atleta. Però è disponibilissimo nel lavoro: è questione di avere un po’ di tempo a disposizione”.

Giocherà con il 4-2-3-1?
“Penso di sì, anche se non so come adopererò il terzo centrocampista: potrebbe essere dietro l’attaccante oppure sulla linea dei centrocampisti, nel qual caso ci metteremmo a specchio rispetto all’Inter e potremmo anche riuscire a giocare discretamente fino a una certa zona del campo”.

Delle prime dieci partite è questa la peggiore?
“Le partite sono tutte difficili ma quale sia la peggiore dipende da troppe cose, non solo dai valori assoluti. Sinora abbiamo fatto tre punti su cinque gare e li abbiamo raccolti proprio in quella più proibitiva sulla carta: ogni partita è diversa. E dipende anche dai momenti. Loro hanno qualche assenza e vengono da una serie di partite importanti, in più qualcuno dovrà fare la quarta o la quinta partita di fila: potremmo avere piccoli vantaggi”.

Cosa dirà ai suoi giocatori?
“Adesso, più che parlare, bisogna correre, correre, correre. Se non facciamo una prestazione eccellente dal punto di vista dinamico, si perde: non possiamo metterla sul gioco o sul possesso palla. E se non si fa gol è veramente dura. Inoltre, dovremo cercare di non portarli dentro la nostra area: sarà difficilissimo ma non c’è altra soluzione perché più gli diamo opportunità di stare dentro l’area più le difficoltà aumentano”.

Categoria: Calcio
 

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