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Mister, come inizia questa settimana delicata in vista della sfida alla Lazio capolista?
“Mi sono ricaricato bene in questi due giorni di riposo. Mi rendo conto che la società ripone grande fiducia in me, nonostante le cinque sconfitte di fila di cui tre in casa: riparto quindi con molta determinazione, ben sapendo che fare punti sarà importante per me e per il Bologna. Vivo tutto questo molto serenamente: sono carico e determinato, i due giorni di stacco, senza pensare sempre al calcio, sono serviti. So come vanno le cose nel calcio, quindi certi scenari che vengono ipotizzati dalla stampa non mi danno fastidio. Al contrario, so anche che non basta vincere con la Lazio per mettere tutto a posto: basti pensare che a volte capita che una società contatti qualche altro allenatore anche quando la squadra va bene. Come può capitare che dopo aver avuto l’acqua alla gola si infilino risultati utili in sequenza, com’è successo a noi l’anno scorso dopo la sconfitta di Avellino”.

A lei è successo di subentrare in corsa: è una soluzione che ha senso, in generale?
“A volte sì e altre volte no: si devono incanalare varie cose, la bravura del tecnico non è l’unica variabile, le vite di noi allenatori sono così”.

In queste prime settimane di campionato ha visto il Bologna che aveva in mente d’estate?
“No, non ancora, e non lo vedrò nemmeno domenica, dato che due infortunati nello stesso ruolo, Mudingayi e Mingazzini mi danno un po’ fastidio: Mudingayi ha cominciato a correre un po’, vedremo come starà giovedì. Comunque, non avevo in testa un Bologna già definito sotto tutti gli aspetti: non avevo undici titolari, ma quattordici o quindici giocatori da ruotare principalmente rispetto agli altri”.

Aldilà dell’infortunio, Bernacci è un giocatore da recuperare psicologicamente?
“Se non si fosse infortunato, avrebbe giocato con l’Ascoli e magari, se avesse garantito un buon rendimento, ci sarebbe stata una chance per lui anche la volta dopo. Se in attacco sto alternando diverse soluzioni, vuol dire che di dubbi ne ho”.

La Lazio con Zarate ha scoperto un fuoriclasse?
“Finora ha dimostrato grandi cose, ma per essere un fuoriclasse uno deve farlo vedere con continuità nel tempo. Lui e la Lazio stanno facendo cose egregie, questo sì. È una squadra che non dà punti di riferimento, avendo tre attaccanti che si muovono: non c’è un classico centravanti e due esterni, ma è tutto un continuo movimento, è questo il loro segreto”.

Categoria: Basket
 

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