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Mister, dopo il successo di San Siro sul Milan la sua squadra ha ricevuto molti complimenti.
“Per riuscire vincere a vincere una partita del genere, devono entrare in gioco tante componenti. Noi abbiamo fatto buone cose ma siamo anche stati fortunati: certi episodi potevano cambiare la partita, se in avvio di ripresa loro fossero passati sul 2-1 sarebbe cambiato tutto. Onestamente, il Milan non meritava di perdere”.

E il Bologna ha meritato di vincere?
“Il Bologna ha cercato di vincere e c’è riuscito: oltre alla prestazione di alto livello da parte did diversi giocatori, siamo stati bravi a crederci sino alla fine, a capire che si poteva ancora capovolgere tutto quando loro hanno pareggiato. Non abbiamo comunque fornito una prestazione super: qualche giocatore può e deve fare molto meglio, altri hanno pagato un po’ il campo e lo stadio di San Siro, in generale non abbiamo fatto una grande prestazione come la intendo io, sia per merito del Milan che anche per qualche demerito nostro. Per lo meno, una concentrazione migliore potevamo averla: su certi palloni, una squadra come la nostra non può permettersi disattenzioni”.

È anche una questione di centimetri in difesa?
“No: i centimetri non c’entrano niente quando si infilano facilmente giocatori che nessuno segue o quando uno stacca con troppo anticipo. E poi dobbiamo avere un’attenzione particolare a chi ci attacca sulle fasce, è da un mese che ci lavoriamo perché so che in Serie A funziona così: non dico che non gli si debba far prendere la palla, ma bisogna stargli vicini, questo sì. Invece, oltre a concedere spazio a Ronaldinho, da quel lato ci siamo anche tolti da soli dei vantaggi: sulla destra Zenoni era sempre libero ma non siamo stati bravi a convogliare là il nostro gioco in fase di possesso”.

Lei ha indovinato ogni mossa, a partire dalla scelta di Adailton e Di Vaio dall’inizio.
“Nella scelta dei giocatori, ho pensato solo a noi: alcuni non si erano potuti allenare molto nelle ultime settimane, ho messo dentro quelli che davano più garanzie da questo punto di vista. Marazzina, Castellini e Mudingayi non erano in grado di reggere tutta la partita, ma quando sono entrati hanno dato il massimo e questa è la cosa importante”.

Di Vaio la sta sorprendendo?
“Lo vedo giocare da oltre dieci anni… Dopo averlo perso un po’ di vista solo quando all’estero, al ritorno in Italia mi è sembrato avere ancora buona gamba. Però secondo me può e deve fare di più anche lui”.

E a Valiani, l’uomo della domenica, cosa bisogna dire ora?
“Che voli sempre basso, che tenga un profilo basso come tutta la squadra. Tutti dicono che questa è sempre stata la sua forza: deve continuare in questo modo. E deve anche pensare a migliorare: non ha fatto una grande partita, ma un grande gol”.

Tatticamente, ha qualcosa da eccepire alla sua squadra vista a San Siro?
“Siamo stati ordinati ma troppo didattici, in posizione ma guardinghi, bravini ma non pronti ad attaccare tutti assieme la palla come vorrei io: non rischiamo mai nulla, mentre io preferisco a volte prendere anche delle infilate pur di avere la possibilità di darle”.

I tre punti con l’Atalanta, che incontrate dopo la sosta, sarebbero ancora più importanti di quelli di Milano?
“Sarà una partita completamente diversa: sono curioso di vedere i miei giocatori contro una squadra aggressiva che ti viene sempre addosso. E siccome prima c’è la sosta, sono curioso di vederli anche giovedì in amichevole con l’Imolese: il giovedì prima di San Siro erano stati inguardabili…”.

Cosa le dà Marchini, ultimo acquisto del mercato estivo?
“La corsa che voglio sulla destra. È un giocatore che ha forza e velocità”.

Categoria: Basket
 

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