Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

A 48 ore di distanza non si placano le polemiche per il finale del match di domenica tra Virtus e Pesaro. Ricordiamo i fatti: a 4 secondi dalla fine, con le V nere in vantaggio di 1 punto, la palla è nelle mani del play pesarese Andre Collins, tra l’altro attesissimo ex di turno. Collins finta il tiro da 3 punti, il suo difensore (si trattava di Kennedy Winston) abbocca franandogli addosso, scontati (almeno in apparenza) i 3 tiri liberi per l’americano: che, con tutta probabilità, avrebbero regalato la vittoria ai biancorossi. C’è però una sorpresa, pure per la preoccupatissima panchina bianconera: gli arbitri non sanzionano il contatto, palla quindi alla Virtus che chiude il match con la vittoria. Pur tra le polemiche, fors’anche giuste, vanno ricordati due fatti. Innanzitutto i bianconeri hanno comandato per quasi tutto l’incontro, quindi (per usare un termine boxistico) ai punti avrebbero comunque vinto le V nere. In secondo luogo, l’impressione è che Collins abbia volutamente cercato il contatto, forse anche uscendo dal proprio cilindro: e se così fosse, la non fischiata di Sahin, Seghetti e Ramilli ci potrebbe stare. Ma, vedendola dalla parte virtussina, il punto in effetti è un altro: e cioè che un’altra partita, come tante in passato, è stata comandata da Koponen e compagni e nel finale si è invece rischiato di perderla. A questo punto, l’attenzione in casa bianconera va probabilmente puntata sull’attuale incapacità di chiudere le partite quand’è possibile. A volte può andare bene, come domenica scorsa, a volte invece no. E questo è un gran peccato se si riesce a comandare il match quasi per intero.

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.