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Ci sono volute quasi 3 ore di faccia a faccia per cercare di capire, forse, qualcosa in più sulla questione società, soldi e progetti futuri. “E“ arrivato il momento di chiarire molte situazioni e di mettere un po“ d“ordine, per evitare che ogni giorno ci sia una sorpresa“?ha tuonato Albano Guaraldi; peccato che in tutto cià siano stati invitati solo i giornalisti di carta stampata e le televisioni siano state completamente tenute al di fuori, quindi riportiamo i virgolettati di colleghi che sono stati gentilmente inviatati e non nostri che siamo stati gentilmente esclusi. “Capisco che il fuoco vada tenuto acceso, ma ci sono anche stagioni in cui non serve il riscaldamento“?- continua il presidente. l‘argomento è ancora una volta Zanetti, poi Volpi: ma è esclusa a detta sua, un ritorno di fiamma; anzi spiega il numero uno rossoblu non puà esserci un ritorno in senso stretto in quanto la lettara con destinatario Guaraldi a Casteldebole da parte dell‘advisor Tamburi non è mai arrivata.
Alti e bassi, come tutte le società, il Bologna non è esente, a dicembre la compagine era partita con più di 33 milioni di euro di debito- confessa- e oggi è a poco più di tre.
Non vuole lamentarsi il presidente ma ci tiene a ricordare che ogni qualvolta che si avvicina la scadenza degli stipendi far circolare voci che dicono che questi non saranno pagati, è controproducente:“? Le voci false fanno male anche a livello bancario“?- afferma Guaraldi.
Risponde anche indirettamente ai tifosi che gli chiedono di lasciare e andare via oltre che rispondere alle voci su Zanetti: “Le porte sono aperte, lo sono sempre state, peccato che nessuno si sia mai affacciato. Il Bologna è in vendita, ma non puà essere regalato a nessuno, poi sul prezzo si puà sempre discutere, ma che esista un prezzo mi pare ovvio“?.
Al fianco di Guaraldi per non far dire delle inesattezze sui conti si è seduto Roberto Zanzi, ma non solo, anche per prendersi dei presunti meriti. “ l‘anno scorso al mio esordio,la squadra ha raggiunto un traguardo storico, quello dei 51punti.“? Tasto dolente questo se si pensa che l‘anno scorso, se dobbiamo dire la verità visto che si vuole dimostrare questa, molto si deve molto a Di Vaio, Ramirez, Perez, non proprio uomini portati dallo stesso dg che si vanta di questo traguardo.
Ma le tre ore hanno chiarito anche le linee del prossimo anno. “ Il tetto di ingaggi non dovrà superare il 60% del fatturato, che è di 42milioni“?. La matematica non è difficile, la sua applicazione forse per il Bologna e per i suoi dirigenti si, anche perché la bacchetta magica per i contratti già fatti è difficile averla.

Categoria: Calcio
 

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