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Melli a parte (la cui prestazione è stata semplicemente meravigliosa), contro la Cimberio tanti giocatori della Trenkwalder hanno dato segnali di ripresa dopo la debacle subita a Jesi nella trasferta precedente. Tra questi sicuramente Alvin Young, autore di 19 punti e 3 recuperi oltre che di una prova da leader assoluto nella seconda parte del confronto, quando cioè la squadra aveva veramente bisogno del suo carisma in campo.
Cos’altro si può aggiungere a quanto già detto sulla vostra prova contro Varese?
«Aggiungere non so, so soltanto che abbiamo giocato una grandissima partita che ci ha lasciato in dote due punti fondamentali e la certezza di poter vincere contro chiunque in questa categoria».
È corretto dire che ha giocato da capitano? Molto grintoso nella seconda frazione, quando il gioco si è fatto duro…
«Ognuno di noi non gioca per le statistiche ma per i propri compagni di squadra. Adesso posso dire senza nessuna paura che siamo un vero team, fatto di gente che si sacrifica per gli altri. La mia prestazione deve essere inquadrata in quest’ottica».
Perché questa differenza così netta tra la prestazione di Jesi e quella di Varese?
«Perché Jesi è una squadra completamente differente, molto più “ruvida” della Cimberio. In più, la nostra mentalità non era la stessa messa in campo domenica. Non abbiamo giocato in modo diverso nelle due gare in questione, abbiamo solo messo molta più cattiveria contro Varese. Infine, con Jesi era il primo test significativo contro una big lontano dal nostro campo, dovevamo prendere le misure».
Lei quindi pensa che sia Jesi la squadra da battere?
«Penso che ci siano tre-quattro team che potranno dire la loro fino alla fine per conquistare il primo posto: Jesi, Varese, noi e Casale ce la giocheremo fino all’ultima gara e tutti avranno una chance».
Melli continua a stupire, come dite voi in America il limite può essere solo il cielo a questo punto, no?
«Se continua così l’nba sarà casa sua già dal prossimo anno (ride, ndr). È veramente pazzesco il modo in cui migliori, partita dopo partita. Ha un talento naturale a cui aggiunge una confidenza fuori dal comune per un ragazzo di 17 anni. Il risultato è una “zuppa” piuttosto saporita… ».
Ultima domanda: la prossima gara è contro Sassari. Che tipo di match sarà e cosa significherebbe per voi un’eventuale vittoria?
«Sarà una partita tosta, di quelle che se ci si distrae anche solo per 5’ si rischia di perdere, mandando all’aria quanto di buono fatto a Varese. Loro hanno necessità di vincere, visto che vengono da due sconfitte consecutive; noi vogliamo i due punti per dare continuità a quanto fatto ultimamente. Dovremo stare attenti, ma è un appuntamento che non possiamo fallire».

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