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Per ritrovare un gesto di pura esasperazione della Fossa dei Leoni nei confronti della propria squadra, che sia paragonabile al lancio di cento uova contro il pullman della Fortitudo all’arrivo al Palamaggiò di Caserta sabato, serve tornare indietro di 20 anni. Ai playout del 1989/90, quelli della retrocessione in A2 della squadra di Di Vincenzo, con il lancio di uova in occasione del pesante ko casalingo contro Forlì. Che serva tornare a quell’annata disgraziata anche per ritrovare almeno cinque sconfitte oltre i 20 punti di scarto è tutt’altro che una coincidenza. La Fossa ha perso la pazienza, imputando alla squadra atteggiamento sbagliato e mancanza di impegno, considerando che alle recenti partenze-shock (anche a Caserta 24 punti subiti nel primo quarto) si sono aggiunte reazioni come i 36 punti segnati nell’ultimo quarto contro Artiand. E quindi, quando la squadra vuole, sa evitare blackout catastrofici come quelli che invece si sono visti contro Roma, a Siena, Biella, nel derby e a Pesaro. Sconfitte che avevano causato più di una manifestazione di dissenso da parte della frangia più calda del tifo biancoblù, a cominciare con le scritte sui muri del Paladozza (“Yankees stay at home, no disco before the match”) in seguito alle ore piccole fatte da Woods e Forte prima del ko contro Roma, per proseguire con lo striscione post-derby, esposto contro Avellino e (con tanto di traduzione in inglese, in modo che nessuno equivocasse) contro lo Zeleznik, fino alla contestazione sempre contro Avellino. Messaggi a cui la squadra non aveva quasi mai risposto nel modo dovuto, e così l’escalation ha portato al lancio di uova contro il pullman e al silenzio dei 90 tifosi della Fossa durante l’intera gara, un silenzio interrotto solo per rispondere al gemellaggio con i sostenitori casertani ad inizio e fine match. Il ko al supplementare contro Caserta (campo dove hanno perso Virtus e Milano e dove la stessa Siena di recente aveva faticato) potrebbe essere il segnale di una reazione caratteriale della squadra di Pancotto, ma per chi chiede impegno e guarda all’atteggiamento prima che ai risultati non basta un solo passo. Domani a Valencia la Fortitudo sarà seguita da una cinquantina di tifosi, anche se il prossimo snodo è il doppio turno casalingo contro la Tercas Teramo e la Snaidero Udine dell’ex dal dente avvelenato Joseph Forte. In quelle due occasioni, l’approccio dei giocatori guiderà l’atteggiamento di un palasport esasperato che non vede l’ora di tornare ad applaudire la propria squadra.

Categoria: Basket
 

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