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“Un estate di parole non cancellano sei anni d’amore”. E’ racchiusa qui, nello striscione esposto dalla Fossa dei Leoni durante la toccante presentazione di Gianluca Basile, il pensiero di un PalaDozza compatto nell’applaudire il suo ex capitano. L’atmosfera è di quelle che non si scordano. La trafila che fa da antipasto alla gara, inizia con la presentazione della Fortitudo. Luci spente e maxischermo ad immortalare le highlights del precampionato biancoblù. Poi si comincia con applausi per tutti; dal confermato capitano Lamma a Woods, solo per dire quelli che scaldano di più le mani dei presenti. Boati pure per Mancinelli e coach Sakota, quest’anno a guidare la truppa fin dall’inizio. La presentazione vale anche per Barron, in tuta per via della caviglia malconcia, e sempre più vicino al taglio. L’applicazione di un nuovo plantare dovrebbe migliorare la situazione, ma la società pare intenzionata a non attendere ancora molto. Finita qui? Nemmeno per sogno. E’ la volta di Basile, mai visto nei panni da ex su queste tavole, e visibilmente commosso nel veder proiettato sul maxischermo il suo passato in maglia Fortitudo. C’è di tutto: dalla tripla in gara quattro a Roma che spalancò la porta verso il secondo scudetto, a quella all’ultimo secondo al PalaDozza contro l’Efes Pilsen che sancì l’approdo alle Final Four d’Eurolega a Tel Aviv, per concludere con la chicca dei festeggiamenti per il secondo scudetto al Forum di Assago. Il “Baso” ringrazia tutti, prime di estraniarsi in una partita del tutto anonima (0 punti, 0/4). Passato l’amarcord, si comincia a giocare: l’immediato pressing del Barca fa capire che gli spagnoli, privi di Navarro, faranno sul serio. L’Aquila butta in quintetto Slokar, con Woods a girovagare in posizione di quattro. Proprio da loro arrivano le cose migliori, con Huertas a spingere a ritmi sostenuti. L’alley-up di Forte per la spettacolare schiacciata di Woods, varrebbe già il prezzo del biglietto. Cavalcando l’onda dell’entusiasmo i biancoblù vivono il momento migliore (24-15); Sakota ci prova anche con altri attori: dentro Lamma, Gordon e Malaventura. Il vantaggio però è totalmente risucchiato prima dell’intervallo lungo, non appena Vazquez porta a spasso Cittadini. Ilyasova allunga la forbice (43-54), Woods a suon di muscoli la tiene viva (26 alla fine per lui), Cittadini ci mette pure la tripla del sorpasso dopo una lunga rincorsa. E’ l’ultimo acuto: un altro ex, Barton, dall’arco rimette il Barca davanti. Stavolta è finita. Vince il Barcellona 76-81.

Categoria: Calcio
 

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