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Preoccupazione. Incomprensioni tra i cittadini, le forze di polizia e quello che scrivono i giornali. Dopo giorni di dibattiti e polemiche sugli applausi al Congresso nazionale del sindacato autonomo di polizia, per tre dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte del 18enne Federico Aldrovandi, oggi ha preso parola il Procuratore aggiunto e portavoce della Procura di Bologna Valter Giovannini.
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“Come magistrato e cittadino sono preoccupato per il clima che si sta creando. – Ha spiegato – Le tossine rappresentate da incomprensioni, letture parziali dei fatti e conseguente senso di frustrazione rischiano di accumularsi nel tempo facendo il gioco di chi vuole sfruttare ogni pretesto per attaccare in piazza le istituzioni. Detto questo è inutile negarlo: c’è disorientamento anche tra i cittadini”. Per Giovannini “è vero che all’interno della Polizia di Stato emergono contrapposizioni che rischiano di andare ben oltre il confronto sindacale e questo potrebbe nuocere gravemente all’immagine della stessa Polizia, minando l’unità di intenti che deve sempre sorreggere un’attività investigativa o di ordine pubblico”. Per il magistrato “E’ un errore trasmettere segnali secondo i quali qualunque denuncia sporta verso appartenenti alle forze dell’ordine viene acriticamente ritenuta vera dalla magistratura”. Sul suo tavolo, spiega, giungono non poche denunce nei confronti di appartenenti alle forze dell’ordine “che o immediatamente, perché ritenute del tutto infondate, o subito dopo alcune verifiche, vengono archiviate senza che gli interessati ne abbiano mai saputo nulla”. Un esempio è il processo a carico di alcuni poliziotti per presunte rapine a extracomunitari che si concluderà a maggio. “Durante le difficili indagini condotte dalla stessa Polizia – continua Giovannini – abbiamo ascoltato apprezzamenti anche molto pesanti sul nostro agire, diversi agenti pensavano e spero non pensino più, che attraverso l’indagine cercavamo pubblicità per fare carriera. Si tratta di comprensibili sfoghi personali che non hanno minimamente influenzato il nostro lavoro”. E poi conclude: “In questo momento oggettivamente difficile la polizia italiana è fortunata ad avere come capo il Prefetto Alessandro Pansa”.

Categoria: Cronaca
 

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