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A LIVORNO ha momentaneamente lasciato la guida in mano al suo fidato vice Federico Fucà. Ma per domenica, al PalaMokador contro Pistoia (palla a due alle 18.15), Massimo Bianchi si sente pronto a tornare in sella e a riprendere il timone della sua Aget. Dopo il malore accusato nel dopo gara di Imola-Sassari e i problemi cardiaci che l’hanno costretto al riposo forzato, ora l’allenatore biancorosso scalpita.
DOPO aver ripreso questa settimana a seguire il lavoro in palestra della sua squadra, Bianchi ora chiede ai medici il via libera anche per tornare a sedersi in panchina. «Sto abbastanza bene ora e mi auguro di essere domenica a Pistoia perché restare fuori è veramente troppo dura — ammette il tecnico —. Sentiremo il parere dei medici. Io comunque ce la sto mettendo tutta e seguo il mio programma di recupero: non a caso ho già fatto i miei quattro chilometri quotidiani di lavoro aerobico».
E IL RITORNO in palestra con i ragazzi? «Non è cambiato molto dalla settimana scorsa — dice Bianchi — visto che io e Federico Fucà abbiamo lavorato in perfetta sintonia. L’unica differenza è che ora sono presente di persona». Il coach ha ritrovato «la stessa Andrea Costa lasciata la settimana prima, con gli stessi pregi e gli stessi difetti che aveva. Fucà? Sono soddisfatto del suo lavoro, però né io né lui siamo soddisfatti del risultato di domenica. Ce la siamo giocata anche a Livorno, ma non con la giusta cattiveria, sportivamente parlando, che dobbiamo sempre avere in campo». Va anche considerato il fatto che ancora non era disponibile Juan Manuel Fabi: «Un giocatore — sottolinea Bianchi — che con la sua esperienza può sempre dare una mano a una squadra giovane come la nostra».
A PROPOSITO di giovani, Bianchi prende le difese di Matteo Canavesi e Federico Pugi, giocatori da quintetto e protagonisti di un avvio di stagione non certo esaltante. «Penso che forse ci si è accaniti un po’ troppo contro di loro. Non dimentichiamoci che Canavesi viene da un infortunio serio e non è facile per lui riprendere; Pugi può e deve fare di più, ma non trovo giusto gettargli la croce addosso. Proprio perché sono giovani devono sentire la fiducia intorno a loro. Da parte mia e dello staff tecnico questa fiducia c’è: non solo possono fare di più, ma sono convinto che lo faranno».

Categoria: Calcio
 

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