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«ABBIAMO toccato il fondo, ma soprattutto abbiamo perso in un mese tutte quelle caratteristiche che ci avevano fatto ammirare e definire squadra rivelazione». Le parole di Alberto Bordini, presidente dell’Aget, sono come coltelli conficcati nella ferita aperta dell’Andrea Costa. Parole che dipingono uno scenario davvero tetro, quello di un’Aget che non solo non sa più vincere, ma che da troppe settimane a questa parte perde, e perde male. «A Sassari siamo usciti con un parziale pesantissimo, ma poteva pure essere doppio. Per com’è andata la partita potevamo perdere anche di 50 punti. Siamo usciti dal match quasi subito, dal punto di vista tecnico e tattico. Abbiamo davvero toccato il fondo». Per risalire, però, la società non ha alcuna intenzione di adottare il pugno duro, di prendere decisioni frettolose e avventate. Se da una parte, insomma, la delusione è «inesorabilmente molto grande», dall’altra il presidente assicura che «questo è il momento per stringersi quanto più possibile attorno alla squadra, e come società è questo che faremo. Cercheremo di dare un aiuto ai ragazzi per far sì che la squadra torni ad essere quella di poco più di un mese fa, quella che difende con il coltello tra i denti per 40 minuti, quella mai doma, quella che con il carattere riesce a sopperire ai limiti tecnici».
LIMITI TECNICI e limiti anche di età, perchè secondo Bordini è anche questo uno dei motivi che ha portato alla discesa di rendimento e conseguentemente all’ultimo posto in classifica. «E’ chiaro — dice il presidente — che se una squadra già ha poca esperienza, fatica ancora di più se, come capitato a noi con Pugi, si infortuna un giocatore che ha esperienza, che in qualche modo può essere considerata una certezza». Ciò non toglie, messo da parte l’infortunio di Pugi, che «possiamo e dobbiamo risalire, e lo dobbiamo fare prima di tutto attraverso il duro lavoro in palestra, come ha affermato coach Bianchi. E già da domenica prossima, come società ci attendiamo una reazione importante dai ragazzi».

Categoria: Calcio
 

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