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Il Bologna è pronto alla cura Mihajlovic: la società felsinea ha optato per il cambio al timone, esonerando Arrigoni e chiamando il serbo, ex vice di Mancini. Tuttomercatoweb allora ha chiesto al portiere rossoblu, Francesco Antonioli, le sue sensazioni sul momento della squadra e sul prossimo impegno con la Roma.

E’ un momento delicato per il Bologna: cosa sta succedendo?
“A Cagliari, a parte i gol presi, buttavamo via palloni che potevamo gestire tranquillamente, segno che il problema era mentale. Analizzando le partite giocate fino adesso, se ci stiamo con testa postiamo giocarcela con tutti quanti: l’abbiamo dimostrato nel secondo tempo con la Juventus e nelle partite con Lazio e Milan. Sotto l’aspetto tecnico ci siamo: il problema è mentale, ci serve un po’ più di autostima e dobbiamo riuscire a non abbatterci per certe situazioni che possono capitare in campo”.

Intanto però, per ora, Arrigoni ha pagato per tutti…
“Si fa presto a dare la colpa all’allenatore, ma la realtà è che siamo tutti nello stesso calderone: le responsabilità sono da dividere fra tutti. L’ho sempre detto: l’allenatore conta fino a un certo punto, perché in campo ci vanno i giocatori: in fin dei conti, siamo noi gli attori principali. La società ha preso questa decisione e ora tocca a noi calciatori: se uno ha un po’ di dignità, dopo la partita di domenica dove abbiamo raggiunto il fondo, si deve rendere conto che così non si va da nessuna parte”.

I difetti ed i pregi di questa squadra dove sono?
“Probabilmente dei limiti li abbiamo, altrimenti non saremmo riusciti ad essere così intensi solo in qualche partita e non avremmo commesso certi errori. Ora iniziamo a lavorare anche su questo con i metodi del nuovo allenatore, che giustamente ci chiede determinate cose e sta a noi fargliele vedere, già dalla partita con la Roma anche se non sarà facile: bisogna ricominciare e andare avanti. Ieri il mister ci ha detto una cosa saggia: ora bisogna liberarsi da tutte le scorie e cercare di giocare con la mente sgombra, perché la testa è fondamentale in questo momento. L’aspetto mentale, adesso come adesso, è il più importante ed è normale che un allenatore quando subentra parta da lì: per lavorare sull’aspetto tecnico e tattico ci sarà tempo, anche perché ciò che è stato fatto sinora con Arrigoni penso sia valido”.

Cosa cambia ora con Mihajilovic?
“Quando c’è un cambio di allenatore i giocatori automaticamente si mettono di più in discussione: dobbiamo responsabilizzarci da soli, prima ancora che per mano del mister. L’impressione in questi primi giorni è buona: lui fino a due anni fa era ancora un giocatore, quindi come pensiero è molto vicino a noi e sa cosa passa per la testa di un calciatore in un momento come questo”.

Ora la gara dell’ex, con la Roma: ricordi particolari?
“Nessuna in particolare. Però proprio ieri il mister Mihajlovic ha ricordato, parlando con la squadra, il derby Roma-Lazio in cui gli parai un rigore: l’ha fatto per sdrammatizzare il momento. A Roma ho passato quattro anni belli, anche se qualcuno può pensare il contrario dal momento che sono stato anche contestato: io guardo sempre avanti e quelle sono situazioni che ti fanno crescere, io lì sono diventato più forte. Da tutte le esperienze colgo l’aspetto positivo: ogni cosa che ti capita nella vita porta a ragionare e a crescere”.

Intanto martedì c’è stata la riscossa giallorossa…
“La Roma ha vinto bene, ma anche se avesse perso sai che quando incontri certe squadre devi essere al cento per cento in partita. In Serie A le partite sono tutte così: ti devi preparare bene, devi giocartela, non star lì a subire, rendergliela dura”.

Categoria: Calcio
 

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