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“Era importante iniziare con una vittoria. Volevo vincere questa gara anche se solo di un punto. Siamo riusciti a portare a casa il primo successo della stagione e questa è l’unica cosa che conta per noi”. Era soddisfatto, ieri sera, coach Franco Gramenzi nel dopo gara tra l’Harem Scafati e l’Aget Imola.
Soddisfatto per la prima vittoria stagionale che la sua squadra è riuscita ad intascare. Seppur sofferta, seppur agguantata in un finale al cardiopalmo, con soli tre punti di scarto sugli avversari. D’altro canto per tutto l’ambiente scafatese, ieri, al debutto nel campionato di Legadue, era importante vincere per iniziare con il piede giusto la stagione del riscatto, dopo l’amara retrocessione dalla massima serie. In un Palamangano semideserto rispetto agli esordi delle passate stagioni, (sugli spalti c’erano circa 1500 persone), l’Harem è riuscita ad imporsi ad una squadra avversaria tenace e molto insidiosa, forte dell’agonismo, dell’entusiasmo e della concretezza di giovani talenti, come Valentini, Canadesi e Sorrentino, supportati dall’esperienza dei ben più noti Isaiah Swaan e Joseph Bunn. Dalla sua parte, per sia fortuna, Scafati aveva però un travolgente Dillion Sneed che ha fatto la differenza. Con i suoi 32 punti in 36 minuti di gioco (14/18 da due e 4/9 dalla lunetta), e 13 rimbalzi, il centro americano, contraddistinto dalla maglia numero 14 dell’Harem, ha predominato in campo spazzando via tutte le velleità dei romagnoli. Se è indubbio che Dillion Sneed sia stato l’ago della bilancia, insieme ad un ottimo Leo Busca (a differenza di un Davis apparso decisamente sotto tono), è pur vero che gran parte della vittoria Scafati è riuscita a costruirla limitando il potenziale a rimbalzo di Imola (41 i rimbalzi di Scafati contro i 24 di Imola).
Un batti e ribatti da un capo all’altro del campo che ha avuto momenti esaltanti. Le squadre hanno mantenuto le posizioni fino alla fine. La gara è comunque proseguita per tutti i quaranta minuti sul filo dell’equilibrio (a partire dal primo parziale 19-18 al 10’) anche perché la giovane Aget Imola ha sperato fino alla fine di spuntarla. E’ stata brava Scafati a non lasciarsi mai scoraggiare dall’irruenza degli ospiti, neppure quando dal -11 (52-41, massimo vantaggio per l’Harem), al 25’, i romagnoli di coach Massimo Bianchi sono riusciti a ridurre il gap, in meno di un minuto e mezzo, fino al -5 (52-47) con due bombe consecutive (firmate dai giovani Canavesi e Sorrentino) per poi ribadire al 30’, il -5 sul 56-51, risultato che ha chiuso il terzo periodo. Anche nell’ultimo quarto, nonostante i successivi tentativi di Salvi e compagni di distaccare definitivamente gli avversari (63-56 al 34’ e 71-65 al 37’), Imola non ha mai dato segni di cedimento, ammainando bandiera bianca solo sul finire della gara quando, a 16” dal termine, sul 71-70, Swaan, commettendo il quinto fallo, ha mandato in lunetta Salvi che non ha sbagliato i due tiri liberi. Nell’azione successiva, sul 73-70, a pochi secondi dalla sirena finale, Sorrentino ha tentato di infilare la bomba per l’overtime, ma la sfera ha toccato il ferro. Il rimbalzo è stato di Scafati che ha avanzato poi in contropiede di nuovo con Salvi fino allo scadere del tempo.

Categoria: Basket
 

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