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Con un filo di gas la ScavoSpar bastona una Gmac piena di cerotti e con poca voglia di combattere. Alla Fortitudo ne mancano 5 : Lamma, Slokar, Woods, Bagaric e Achara. Troppi per una squadra già fragile e incompiuta a pieno regime. Pesaro chiude l’anno in scioltezza: in area Hurd e Akindele stritolano Papadopoulos, Hicks e Curry dominano sul perimetro e il jolly di mercato Nardi bagna con un ottimo esordio l’avventura pesarese. Un Pino Sacripanti rosso in volto e con l’occhio lucido causa influenza si trattiene il tempo degli auguri di fine anno e poi lascia la parola al vice Baioni, il vero stratega di questa vittoria: «Siamo stati molto diligenti nell’applicare il piano partita: attaccare sul pick and roll sfruttando il passo più lento dei lunghi avversari e poi alzare i ritmi nella prima fase di attacco. Abbiamo sfruttato al massimo la nostra velocità facendo una gara offensiva di grande livello. Spendo una parola per Nardi, il suo è stato un esordio perfetto». Ben diversa la faccia e la disamina di Cesare Pancotto: «Non parliamo degli infortunati perché non voglio sentire alibi. Abbiamo fattouna gara senza nerbo e energia, ricadendo sempre in quelli che sono i nostri limiti. Alla prima difficoltà ci sfaldiamo. Non avevamo giocatori in grado di ribaltare l’inerzia della gara in attacco, lo dovevamo fare con la difesa. In casa Pesaro ha una media di 88 punti, bisognava impaludare il loro ritmo e concedergli meno tiri da 3». Sacrati allarga le braccia: «Finisce un anno difficile. Il voto alla squadra è positivo sotto l’aspetto tecnico e insufficiente sotto quello mentale. Bisogna cambiare testa». La ScavoSpar parte con un 13/16 al tiro che stroncherebbe chiunque e invece Bologna rimane miracolosamente a ruota grazie al 53% al tiro, 7/7 ai liberi e l’avvio lanciato di Fucka. La coperta corta spinge Pancotto a rotazioni esasperate pensando al dopo, ma Pesaro, a cavallo dei due quarti centrali, vola via. Hurd e Akindele spremono il break di 10-2 che vale il + 12 (49-37) al 17′, poi la Gmac crolla strozzata dalle palle perse (9 a metà gara, 4 di Gordon) e dalla cattiva giornata di Strawberry. La Scavo vola anche a + 25, mentre la Fortitudo arranca, tradita anche dagliitaliani Mancinelli, Malaventura e Cittadini (7 punti in 3). L’italica bandiera è tenuta su dai soliti noti. Fucka e Myers a tratti danno spettacolo. Ma il resto del movimento dov’è? «Noi veniamo rispettati, dice Carlton, mentre i giovani devono cominciare a sgomitare, ad alzare la voce senza rassegnarsi a fare i gregari sennò il nostro basket si spegne come una candela. L’Italia ha giocatori validi, però si devono svegliare se non vogliono finire in Bl o a languire nei campionati minori».

Categoria: Basket
 

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