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Evidentemente qualcosa di male l’abbiamo fatto, per meritarci questo. In qualche vita precedente (o magari proprio in questa) avremo combinato disastri a raffica, per dovere ora essere sottoposti ad una tale tortura. Il gioco delle parti di Basket City è sinceramente estenuante, e qualunque sia la fede cestistica (Virtus o Fortitudo), comunque ci vuole davvero un fisico bestiale, come cantava Luca Carboni che, non a caso, è bolognese purosangue e di basket se ne intende eccome. Ci vuole un fisico bestiale ad essere tifosi Fortitudo, protagonisti involontari di una doppia storica retrocessione, e pronti a presentarsi al palasport in 4.000 (di cui 4 quinti addirittura abbonati) per una scialba ed insipida A Dilettanti. Ci vuole davvero un fisico bestiale, ad inneggiare a Gennaro Sorrentino, per una tifoseria che ha avuto nel proprio rettangolo di legno gente come Rivers, Gilmore, Djordjevic, Myers e Wilkins. Ci vuole un fisico bestiale a cantare che la Summer Cup è una coppa bellissima, dopo essersi giocata l’Eurolega. Ma cambiando sponda, ci vuole ugualmente un fisico bestiale a mandar giù le ennesime guasconate del patron Sabatini, che, in lite perenne con la Lega Basket, vuole andare a giocarsi la Supercoppa a Siena con i ragazzini delle giovanili invece che con la prima squadra. Dimenticando, appunto, che dietro la squadra c’è una tifoseria, che magari ci tiene ad andare a giocare e non perdere di 100 punti con i bambini in campo; dimenticando, in ultima analisi, che la V nera non è una sua proprietà personale, bensì dei tifosi, e quindi non ci si può baloccare come e quando gli pare. Del resto siamo a Bologna, e il fisico bestiale ce l’abbiamo. Fino a quando non si esagera. Perché, a quel punto, pure sotto le Due Torri magari girano le scatole.

Categoria: Calcio
 

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