Telecentro Odeon TV

La Tv di Bologna e dell'Emilia-Romagna (canale 17 e 71)

No Banner to display

Sono già passati 8 anni da quel San Valentino del 2004, quando il corpo senza vita di Marco Pantani venne ritrovato nella sua camera del residence Sei Rose di Rimini. Nato a Cesena nel 1970, Pantani aveva 34 anni quando è scomparso, ucciso da un’overdose di cocaina dopo un lungo periodo di calvario legato alla squalifica per doping. La tragedia del Pirata – come lo chiamavano tutti per la bandana che indossava abitualmente in gara – ha colpito gli appassionati ma non solo, con le sue imprese Pantani ha conquistato l’attenzione del grande pubblico. Questa è la conclusione della storia di un uomo che solo sei anni prima aveva in mano il mondo del ciclismo e non solo: perché chi vince nello stesso anno il Giro d’Italia ed il Tour de France, e Pantani lo aveva fatto nel 1998, è un campione che va al di là del suo sport: è un impresa riuscita solo a sette fenomeni compreso il nostro Pantani e a Coppi. Ma già un anno dopo era iniziato il dramma con l’irruzione delle forze dell’ordine nella sua camera d’albergo a Madonna di Campiglio durante il Giro. Le analisi antidoping cui fu sottoposto Pantani rilevarono valori di ematOcrito nel sangue più alti del consentito. Da qui la squalifica e la fine del campione e dell’uomo. Né l’uno né l’altro hanno saputo più rialzarsi. Il 1998 è l’anno dell’apoteosi per il ciclista della Mercatone Uno, con la conquista di Giro e Tour e l’ingresso di diritto nel gotha del ciclismo. Il Pirata riesce a far riavvicinare alle due ruote gli italiani, che nell’estate del ’98 restano incollati alla tv per guardare le sue fughe sul Galibiere alle Deux Alpes. Ma come detto il successo è effimero, e nel 1999 comincia l’agonia di una persona troppo fragile per sopportare tante pressioni. La squalifica per doping lo getta nella disperazione più profonda, dalla quale prova a uscire aiutato dalla droga. Mai scelta fu più sbagliata, lo porterà ad uccidersi nella solitudine di una stanza di albergo. Questa sera alle 20.30 a Cesenatico, dove è nato il campione, sarà celebrata una Messa in suffragio del ciclista nella Chiesa S. Giacomo sul porto canale.
Sempre a Cesenatico, domenica 26 febbraio andrà in scena al Teatro Comunale lo spettacolo “Marco Pantani, il campione fuori norma”. Il ricavato andrà alla Fondazione Marco Pantani Onlus, creata dopo la sua morte dai genitori che hanno voluto portare avanti le azioni di solidarietà del figlio, che oltre al ciclismo aveva a cuore l’accoglienza e la cura delle persone con problemi mentali, motori ed economici, ma soprattutto i bambini.

Categoria: Basket
 

Lascia un Commento


Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.